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Livorno, dicembre 2000
Rischio diossina
L'INCENERITORE E' RIMASTO CHIUSO QUATTRO MESI

L'inceneritore di rifiuti funziona dai primi anni '70. Gli abitanti dei quartieri nord lo conoscono bene perché insieme agli impianti della zona industriale continua a emettere sostanze pericolose (diossine e metalli pesanti) pericolose per la salute dei cittadini, oltre a pessimi odori (specie nelle ore notturne). Il pomeriggio del 4 marzo molti abitanti della Cigna e molti autisti di passaggio sulla variante notano che dal camino dell'inceneritore esce uno strano pennacchio rossastro. Il fenomeno dura circa due ore allarmando i cittadini che chiedono spiegazioni alle autorità. Il giorno dopo i dirigenti dell'AAMPS ipotizzano che il fumo rossastro possa essere stato provocato da un "fumogeno buttato in un cassonetto" (Il Tirreno, 6 marzo). Tutta colpa degli "ultras", insomma. In aprile un operaio si sente male mentre lavora alla vasca di inertizzazione delle scorie, particolarmente tossiche, prodotte dall'inceneritore e viene ricoverato d'urgenza all'ospedale. (Il Tirreno, 6 aprile). Il 10 maggio l'inceneritore viene chiuso. Ufficialmente per lavori di ordinaria manutenzione. Ma è una balla: in realtà è evidente che gli episodi di marzo e aprile dimostrano che l'inceneritore ha bisogno di urgenti e profondi lavori di riparazione. La manutenzione ordinaria dura, di norma 45-60 giorni, mentre, da quello che sappiamo, questa volta l'inceneritore rimane totalmente chiuso fino a settembre, quando riprende a funzionare ma a scappamento ridotto, cioè con una delle due linee. Solo alla fine di ottobre l'inceneritore è in grado di funzionare a pieno regime. Cosa è successo di così grave da provocare la chiusura dell'impianto per così tanto tempo? Nel periodo precedente alla chiusura le apparecchiature di controllo hanno funzionato bene, oppure anche loro avevano dei problemi? Perché la cittadinanza non è stata puntualmente informata dei veri motivi della chiusura dell'impianto? Perché si ha paura di dire la verità ai cittadini?

IL PESO DEI RIFIUTI
Quanto valgono i rifiuti? Tanto, poiché attorno ad essi, o meglio attorno al loro smaltimento, gira un mare di soldi. Proprietari di discariche, produttori di impianti di incenerimento, smaltitori, trafficanti di rifiuti sono solo alcuni di coloro che lucrano sulla "spazzatura". A Livorno grazie alla discarica del Cisternino e all'inceneritore, lo smaltimento dei rifiuti, ha alimentato tutta una serie di piccole e grandi imprese che, spesso, importano rifiuti anche da altri Comuni, li fanno diventare "livornesi" e li smaltiscono nei nostri impianti. Un giro di miliardi. Per di più la Provincia di Livorno ha recentemente approvato un "piano" che prevede la costruzione di un nuovo grande inceneritore: un affaruccio da 200-300 miliardi. Da un paio di anni l'Associazione industriali, con il sostegno di CGIL-CISL-UIL, spinge per la costruzione del nuovo inceneritore. Mentre i partiti e le associazioni ambientaliste ufficiali, fanno finta di ignorare il problema, gli industriali non fanno altro che organizzare convegni, seminari, conferenze stampa per chiedere alle amministrazioni pubbliche che vengano accelerati i tempi. E, pensate che coincidenza, ogni volta appaiono sui quotidiani locali pagine e pagine di pubblicità di ditte impegnate nello smaltimento dei rifiuti: centinaia di milioni vengono così versati a "TIRRENO" e "NAZIONE". I risultati si vedono: ormai è divenuto impossibile leggere sui quotidiani locali notizie su coloro che si battono contro il nuovo inceneritore. Ma anche questa, naturalmente, è solo una coincidenza!

Comitato salute ambiente