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26 aprile 2001
Quello che segue è il testo del promemoria consegnato ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa convocata dai comitati il 26 aprile 2001. Evidentemente colti nel vivo Comune e AAMPS hanno reagito scompostamente definendo arbitrari i dati forniti sull'inquinamento provocato da un inceneritore come quello che si vorrebbe costruire a Livorno. Naturalmente questi signori si sono ben guardati però dal fornire i loro dati, limitandosi a ricordare che l'attuale inceneritore è a norma. Così facendo hanno però evitato il problema: quanto inquina un inceneritore a norma?

Fra le reazioni più scomposte segnaliamo quella del giovane neoassessore all'ambiente, Bussotti, che alle televisioni locali ha parlato di campagne di "terrorismo ambientale" e di dati "inventati". Belle argomentazioni davvero. Bravo, farà carriera.

PROMEMORIA

UN COLPO DI MANO: SI STA CERCANDO DI AUMENTARE LA POTENZA DEL NUOVO INCENERITORE. Il piano provinciale per la gestione dei rifiuti, approvato nel luglio 2000, stabilisce che il nuovo inceneritore che si progetta di costruire al Picchianti dovrà avere un "potenza nominale" di 400 tonnellate giorno di CDR (Combustibile derivato dai rifiuti). Il 4 aprile abbiamo però avuto la spiacevole sorpresa di leggere su "Il Sole-24 ore" che l'AAMPS ha lanciato un appalto-concorso per un inceneritore da "al massimo 500" tonnellate al giorno. E' evidente il tentativo di costruire un inceneritore ancora più grande (e inquinante) del già sproporzionato inceneritore previsto dalla Provincia. Chiediamo ai responsabili dell'AAMPS e ai responsabili politici del Comune e della Provincia di Livorno di annullare l'appalto-concorso perché irregolare. Ci riserviamo, in caso contrario, di studiare forme e modi per impugnare in sede legale tale appalto.

IL NUOVO INCENERITORE PRODURRA' UN GRANDE QUANTITATIVO DI DIOSSINA E TONNELLATE DI ALTRI INQUINANTI. Secondo recentissimi studi, realizzati da Marco Caldiroli, Medicina democratica, e da Federico Valerio, Direttore del laboratorio di chimica ambientale dell'Istituto tumori di Genova, un inceneritore "a norma" da 400 tonnellate giorni di CDR, emette in un anno tanta diossina quanta quella annualmente prodotta da 71 milioni di autovetture di media cilindrata. Un inceneritore "a norma" da 400 tonnellate giorno produce anche 53 tonnellate di ossido di carbonio, 10,6 tonnellate di polveri, 21,3 tonnellate di acido cloridrico, 1 tonnellata di acido fluoridrico, 106 tonnellate di anidride solforosa, 213,3 tonnellate di ossidi di azoto, 10,6 tonnellate di sostanze organiche volatili, 533 chili di metalli pesanti, 53 chili di cadmio, 53 chili di mercurio, 11 chili di idrocarburi policiclici aromatici. Si tratta delle quantità di inquinanti che la normativa ammette che possano sfuggire ai sistemi di filtraggio e si disperdono nell'ambiente circostante. Per le sostanze per le quali è possibile un raffronto ciò significa un inquinamento pari a quello provocato dalle auto di una città di 50-70mila abitanti.

L'INCENERITORE PRODUCE OGNI GIORNO 100 TONNELLATE DI RIFIUTI NOCIVI DA INVIARE ALLA DISCARICA DEL CISTERNINO. Pochi sanno che ogni inceneritore ha sempre bisogno di una discarica perché produce giornalmente ceneri, polveri e scorie nocive pari al 30-40% in peso dei rifiuti che brucia. Questo vuol dire che l'inceneritore in progetto invierà ogni giorno almeno 100 tonnellate di porcherie alla discarica del Cisternino (o a quella di Scapigliato), perpetuando lo scempio delle colline livornesi. Da anni si parla di chiudere e bonificare la discarica del Cisternino-Vallin dell'Aquila ma a questi bei discorsi non seguono mai i fatti.

OCCORRE UNA SERIA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE. Negli ultimi mesi, si è sviluppato in città un dibattito sulla qualità dell'aria. Nel giro di pochi giorni i tranquillizzanti comunicati diffusi da Comune, ARPAT e USL sono stati smentiti dalla conferenza organizzata dai nostri comitati che ha rivelato alcune allarmanti ricerche di studiosi dell'Università di Pisa, dall'arrivo del Treno verde di Legambiente, dai dati della Regione sull'emissione della centrale ENEL e sull'inquinamento da traffico e infine dalla nube "misteriosa" di domenica 1 aprile.

Noi riteniamo che anche sul nuovo inceneritore si debba aprire il dibattito: chiediamo che il nuovo impianto sia sottoposto ad una seria VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, per altro prevista dalla normativa comunitaria che permetta ai cittadini interessati di conoscere il progetto e il suo impatto sull'ambiente.

RIDUZIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI E RACCOLTE DIFFERENZIATE: LE DUE PRIME VITTIME DELLA SCELTA INCENERITORISTA.

Riduzione dei rifiuti. La legge della Regione Toscana che stabilisce le norme per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, approvata nell'aprile 1998, stabilisce "l'obiettivo di raggiungere el 2003 una riduzione dal 5% al 15% della produzione media procapite di rifiuti sui livelli del 1997". Il piano della Provincia di Livorno disattende completamente questo obiettivo, prevedendo invece un aumento dei rifiuti prodotti di "almeno" il 3,3% all'anno. Alla faccia della riduzione! Il piano provinciale ignora completamente gli strumenti previsti dalla legge regionale, per esempio non sono previsti "accordi volontari e di programma con enti, associazioni di categoria, operatori economici e cooperative" e non vengono previste "norme amministrative dirette alla regolamentazione di specifici consumi o alla limitazione della formazione di specifiche tipologie di rifiuto". Potremmo dire che non vengono previste tali norme perché esse renderebbero inutile il nuovo inceneritore.

Raccolta differenziata. Il piano si pone l'obiettivo di raggiungere il 50% di R.D. entro il 2003. Vengono enunciati anche tutta una serie di misure necessarie per tale obiettivo. Ma una lettura attenta del piano ne individua immediatamente il limite: non vengono previsti con chiarezza i supporti logistici e tecnici necessari. Mentre il piano di dilunga con dovizia di particolari sul nuovo inceneritore e sull'impiantistica ad esso collegata, poco viene detto riguardo l'impiantistica necessaria per lo sviluppo delle R.D. e per la commercializzazione dei prodotti recuperati.

L'inceneritore esclude riduzione e R.D. poiché se si producono meno rifiuti e se gran parte di quelli prodotti si raccolgono per recuperarli nell'inceneritore cosa ci si mette?

I RESPONSABILI POLITICI E SANITARI DIBATTANO PUBBLICAMENTE LE LORO SCELTE. Chiediamo che il presidente della Provincia e il sindaco di Livorno, gli assessori all'ambiente, gli esponenti dei partiti di maggioranza e di minoranza in Provincia e in Comune (le eccezioni si contano sulle dita di una mano), le autorità che dovrebbero tutelare l'ambiente (ARPAT) e la salute (USL 6), i sindacati e gli industriali, CIOE' GLI ESPONENTI DEL BLOCCO POLITICO-ECONOMICO-SANITARIO CHE STA APPOGGIANDO QUESTA SCIAGURATA SCELTA, accettino un confronto pubblico su questi temi. Dubitiamo però che qualcuno avrà il coraggio di raccogliere questa sfida.

INIZIATIVE. E' stato realizzato un dossier con contributi di noti ricercatori (Caldiroli, Nebbia, Fabbri); raccolta di firme che si svilupperà soprattutto dopo le elezioni del 13 maggio (ad oggi circa 500 firme raccolte); dibattito pubblico con la partecipazione di esperti ma anche di esponenti ecologisti di Lucca e di Rosignano; pubblicazione di un opuscolo a larga diffusione.

Sabato 5 maggio, ore 10, manifestazione dei comitati popolari e associazioni ambientaliste

della Toscana sotto la sede della Giunta Regionale

Comitato salute ambiente
Comitato per la difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall'inquinamento ambientale