www.inceneritori.org
Livorno, febbraio 2001
Il caso dell'inquinamento provocato dal traliccio dell'ENEL che sovrasta le scuole "Pistelli" ha avuto aspetti clamorosi. Come è noto dopo le ripetute denuncie del Comitati e l'intervento di alcuni genitori di bambini, il sindaco Lamberti decise di trasferire le attività didattiche della scuola media Pistelli e dell'asilo Pian di Rota. In seguito ad alcuni interventi effettuati dall'ENEL in collaborazione con l'ARPAT di Livorno, Lamberti è poi tornato sulla sua decisione.

I Comitati promotori dell'iniziativa - Comitato cittadino per la difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall'inquinamento ambientale e Comitato salute ambiente - hanno espresso molti dubbi sui procedimenti usati e sui risultati ottenuti. Di seguito riportiamo due brevi documenti realizzati in febbraio dai Comitati


Livorno, 3 febbraio 2001
NON E’ TUTTO CHIARO ALLE SCUOLE PISTELLI

Il caso della scuola Pistelli si è imposto all’attenzione dei quotidiani e periodici nazionali a seguito della clamorosa decisione del Sindaco che, per proteggere la salute, ha ordinato, primo in Italia, lo spostamento di una scuola.
Il 17/11/2000 scriveva: "la decisione di cessare le attività" - nella scuola - " …non è stata assunta in fretta e senza una riflessione approfondita". In tempi successivi, evidentemente a seguito di riflessioni ancora più approfondite, sembra abbia ormai trovato una soluzione che garantisce la salute, salva i valori culturali della scuola, dispensa sia il Comune che l’Enel da consistenti spese, ed infine evita che scoppino a Livorno ed un po’ in tutta la Toscana altri casi ed allarmi che possono rivelarsi difficilmente gestibili dalle pubbliche amministrazioni. Insomma ha salvato capra e cavoli. Peccato che diversi genitori, non del tutto rassicurati, già non mandino più i figli a scuola e non li iscrivano per il prossimo anno.
Nonostante questi successi, il susseguirsi di notizie non sempre chiare e complete lascia spazio a parecchie domande.
Le affermazioni delle autorità comunali pubblicate il 3 febbraio secondo le quali l’inquinamento elettromagnetico è sceso, se abbiamo ben capito, "a valori di fondo rilevabili in ambienti non attraversati da elettrodotti", appaiono, in mancanza di adeguate spiegazioni e prove, poco credibili, vista la presenza dell’elettrodotto.
Gli interventi dell’Enel, dagli straordinari effetti, meritano un approfondimento. E’ necessario sapere se, a seguito di questi accorgimenti, possa esserci un aumento dell’esposizione in altre zone.
Non conosciamo neppure se l’Arpat provvederà ad effettuare le necessarie misure a tempo indeterminato. Sarebbe opportuno che le competenti autorità ottenessero dall’Enel i flussi giornalieri di corrente sulla linea e li rendessero noti in modo da facilitare i controlli.
Non capiamo poi per quale motivo, se è stato ora possibile prendere in tempi rapidi gli adeguati provvedimenti, questi non siano stati attuati nel 1995 quando la perizia dell’Arpat evidenziò i pericoli di leucemie infantili o nel 1999 quando si decise di trasferire la scuola materna sotto l’elettrodotto.
Tenuto conto che, comunque, la distanza dall’elettrodotto è di soli 15 metri e quindi molto inferiore a quelle indicate dalla legge regionale, c’è da chiarire se la soluzione individuata sia da considerarsi definitiva o provvisoria e se, in tal caso, siano stati previsti altri interventi.
E’ necessario sapere infine se siano stati risolti i problemi causati dalla presenza dell’elettrodotto nella zona, con particolare riferimento al quartiere La Cigna.
Chiediamo con forza che riguardo all’intera vicenda siano forniti i più ampi chiarimenti mediante incontri pubblici e la diffusione di tutti i documenti esistenti.
Cogliamo l’occasione, a seguito dell’interesse di tutta la città, per sollecitare le autorità a fornire pronte ed ampie informazioni su tutti i nuovi progetti di grande importanza previsti a Livorno dall’Enel e Comune. Per esempio: che fine hanno fatto lo spostamento dell’elettrodotto della Scopaia e la trasformazione della centrale Enel a turbogas?

Comitato salute ambiente
Comitato cittadini di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall'inquinamento ambientale

Il CONACEM precisa
Il campo magnetico prodotto dagli elettrodotti
Un elettrodotto produce un campo magnetico, misurato in microTesla.
In assenza di corrente sulla linea il campo magnetico è nullo. Il valore di 0,2 microTesla si può trovare solo se c’è una corrente sulla linea. A titolo esemplificativo riportiamo le distanze minime delle abitazioni dagli elettrodotti a doppia terna ottimizzata previste dalla Regione Veneto per garantire un esposizione massima di 0,2 microTesla: 40 metri per elettrodotti a 132 kV (come nel caso Pistelli), 40 metri per elettrodotti a 220 kV , 70 metri per elettrodotti a 380 kV.


27 febbraio 2001

FAR CHIAREZZA SUI RISULTATI OTTENUTI ALLE PISTELLI

Leggiamo l’articolo del 27 febbraio 2001 "Pistelli, ok all’intesa, raggiunto l’obiettivo di massima garanzia".
Alle autorità, che giustamente vogliono fornire la massima garanzia per la salute, segnaliamo che un recente studio controllo, citato anche nell'ultimo documento dell'Istituto Superiore di Sanità del 20/11/2000, svolto sulla base del Registro Tumori di Varese (Bianchi ed altri, anno 2000) e non incluso nella famosa rianalisi di Ahlbom, ha stimato, esaminando 101 casi e 412 controlli, un rischio relativo di 4,51 di leucemia infantile per bambini esposti a valori superori a 0,1 microtesla in prossimità di elettrodotti.
Quindi, secondo questo studio, 0,2 microtesla non rappresenta per nulla la massima garanzia.
Nell’articolo si legge poi "che per sporadiche situazioni di crisi, … i livelli a oggi potrebbero avere punte superiori a quelle di attenzione, senza per questo causare pregiudizi di alcun tipo alla salute, visto che l’esposizione sarebbe tutt’altro che prolungata". Chiediamo pertanto, nel caso non sia stato ancora fatto, alle competenti autorità di precisare in un documento pubblico scritto, sulla base di quali considerazioni scientifiche possono fare queste affermazioni e quando, secondo loro, l’esposizione si possa considerare sporadica o meno.

Comitato salute ambiente
Comitato cittadini di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall'inquinamento ambientale


Il Tirreno 15/11/0: entro Natale le scuole lasceranno l’attuale sede.

Il Tirreno 16/11/0: "finalmente un gesto di coerenza verso la salute dei bambini" detto da Fabio Roggiolani; "siamo a rischio anche noi?; si sono chiesti in molti" tra gli abitanti del quartiere. L’Arpat sembra intenzionata a iniziare un monitoraggio anche presso le abitazioni attraversate dall’elettrodotto dell’Enel".

Il Tirreno 17/11/0: Il Sindaco: "La decisione di cessare le attività in una scuola … non è stata assunta in fretta e senza una riflessione approfondita"

Il Tirreno 18/11/0: "E’ stato deciso di costituire un coordinamento tra sindaci per affrontare, insieme, il problema elettrosmog per evitare che scoppino, un po’ in tutta la Toscana, casi ed allarmi che possono rilevarsi difficilmente gestibili dalle pubbliche amministrazioni.

Il Tirreno 19/11/0: "Il caso di Livorno, del resto, potrebbe essere preso come riferimento per trattare altri problemi di inquinamento ambientale che emergeranno nelle varie città italiane.

Il Tirreno 21/12/0: "una strategia di intervento a lunga scadenza ci consentirà di avviare un risanamento di tutta l’area"

Il Tirreno 6/1/1: l’ordinanza è stata prorogata al 28/2/2001 in attesa di soluzioni definitive (con ordinanza del 5/1/1); l’Enel ha ridotto i livelli entro il 7 gennaio.

Il Tirreno 12/1/1: una ventina di genitori non è d’accordo. Il Sindaco aveva disposto il 14/11/0 di spostare al più presto la scuola.