www.inceneritori.org
novembre 2001
Dossier elettrodotto della Leccia, della Scopaia e di Salviano

Cronistoria sommaria, appena commentata, stesa sulla base di informazioni ricavate da documenti ufficiali e da notizie di stampa.

DATA

Documenti ufficiali

Movimenti di lotta

Articoli de Il Tirreno

4.3.1985

La prima estensione del piano di urbanizzazione della Scopaia è approvata con delibera "GRT n.2072 del 4.3.1985". Il progetto prevede la urbanizzazione di una vasta area pianeggiante attraversata da un elettrodotto costituito da una linea a doppia terna (due linee) a 132 mila volt.

COMMENTO: al momento di questa decisione si dovrebbe ben valutare l’opportunità dello insediamento abitativo in presenza di un elettrodotto. Infatti anche se la prima legge sugli elettrodotti entra in vigore solo nel 1992, i pericoli sono già noti fino dagli anni 70. Non risulta però che sia preso qualche provvedimento cautelativo.

28/12/1990

PROTESTANO CONTRO I TRALICCI I FUTURI ABITANTI DELLA SCOPAIA

Conferenza stampa di Ivano Martelloni, presidente del CONSABIT (Lega della Cooperative) che denuncia: "un traliccio dell'ENEL verrà spostato ma non cambierà niente perché la sua nuova collocazione è a ridosso di un altro gruppo di abitazioni che dovranno sorgere alla Scopaia".

COMMENTO : già nel 1990 il rischio elettrosmog è ben presente fra i costruttori e fra i futuri abitanti della Scopaia.

12/6/1991

ELETTRODOTTO: SPOSTAMENTO CONTESTATO ALLA SCOPAIA

"Il nuovo quartiere è ancora un cantiere aperto ma già infuriano le polemiche (…) Non distante dalle abitazioni sono piazzati i tralicci …ma a dire il vero nei mesi scorsi li hanno spostati ma solo di poche decine di metri … Uno spostamento minimo, si lamentano coloro che hanno acquistato le abitazioni, giusto l'indispensabile, perché in alcuni casi i tralicci dell'elettrodotto ENEL erano collocati proprio lì dove il piano PEEP Scopaia prevede la costruzione di edifici."

Nell'articolo si legge che nell'ottobre 1990 il Comune aveva "fatto una richiesta" all'ENEL che però aveva risposto picche. Nella polemica interviene il presidente della Circoscrizione 4.

COMMENTO: appare incredibile che nella primavera 1991, quando ancora la Scopaia è in costruzione, l'ENEL sposti - ma solo di pochi metri - uno o più tralicci.

14/4/1995

A seguito di convenzione, delibera G.C. n.645 del 14/4/1995, la Società ANFORA si impegna a versare Lit 1.000.000.000 per lo spostamento dell’elettrodotto.

COMMENTO: è presumibile che questa società si impegni a spendere un miliardo avendo l’interesse economico di utilizzare le zone occupate dal vecchio elettrodotto per altre costruzioni.

La legge sugli elettrodotti è già in vigore da tre anni e quindi è chiaro che ci si deve preoccupare per la salute. E’ pure chiaro che lo spostamento dell’elettrodotto può creare problemi anche paesaggistici ed economici nelle zone destinate alla costruzione di uno nuovo.

La cifra di un miliardo non copre neppure le spese necessarie per la costruzione di un elettrodotto aereo, tanto meno quelle per la costruzione di uno interrato. L’amministrazione comunale non esercita la sua forza decisionale e, non preoccupandosi di procurarsi il necessario finanziamento, va incontro alle richieste della Società Anfora ma pregiudica già in questa fase le possibilità di un futuro interramento.

30/5/1995

Viene data la concessione edilizia n. 330 alla cooperativa Darsena Toscana per la costruzione di abitazioni in via Città del Vaticano.

COMMENTO: Secondo misurazioni attendibili, la distanza di alcune di queste abitazioni dall’elettrodotto è sensibilmente inferiore al limite di dieci metri stabilito dal D.P.C.M. 23.04.92. Si prospetta quindi una macroscopica violazione della legge da parte delle competenti autorità.

3/1/1997

VIA L'ELETTRODOTTO: SCOPAIA OLTRE 700 FIRME PER INTERRARLO

COMMENTO : Sono le prime mosse del Comitato Leccia-Scopaia.

28/1/1997

Dalla delibera n.9 del 28/1/1997 si ricava che:

- "Le urbanizzazioni primarie saranno completate dallo spostamento dell’elettrodotto (ove non ne fosse possibile ottenere l’interramento) che dalla Centrale Enel della Rosa si indirizza verso la Villa Corridi, passando sopra l’abitato della Scopaia".

- Sono in corso d’esproprio aree, di precedente uso agricolo, che ricoprono pressoché interamente l’angolo sud-ovest de La Scopaia, in prossimità della centrale Enel di trasformazione di La Rosa.

- E’ poi previsto l’esproprio di cinque piccole aree, tutte destinate a nuove edificazioni, sparse nella zona immediatamente a sud di via di Levante ed a nord dell’attuale elettrodotto.

COMMENTO: c’è da chiedere da dove, a questo punto, si ritiene possano essere ricavati i finanziamenti necessari per l’interramento.

Si può poi osservare che l’esproprio delle aree suddette riduce drasticamente e rende assai problematica, se non impossibile, l’individuazione di un adeguato percorso destinato alla costruzione di un nuovo elettrodotto aereo. Si lascia così cadere l’ultima occasione di predisporre le condizioni favorevoli per una futura soluzione.

26/7/1997

E’ del 26/7/97, due anni dopo l’accordo del 1995, la prima perizia nota dell’Arpat che evidenzia un pericolo per la salute a causa dell’esistente elettrodotto. Il documento afferma che "La verifica delle distanze ha confermato il mancato rispetto… di quanto stabilito dal D.P.C.M. 23.04.92".

COMMENTO: c’è da domandarsi perché adeguate perizie non sono state fatte anni prima, oltre che per verificare il rispetto della legge, anche per evitare ulteriori insediamenti abitativi pericolosi.

21/9/1997

COLLINAIA, L'INCUBO VIENE DAL CIELO. ELETTRODOTTI E CAMPI MAGNETICI, SCOPPIA LA RABBIA DEL QUARTIERE.

"Tre anni fa (1994) un accordo fra Comune e ENEL portò alla decisione di spostare (l'elettrodotto) … con una ipotesi di progetto molto dettagliata e un nuovo tracciato che però ha mandato su tutte le furie gli abitanti di Collinaia che per primi verrebbero colpiti dallo spostamento… Proposta Bufalini, presidente circoscrizione 4, interramento dei soli tratti a ridosso delle case e collegamento aereo negli altri punti.

COMMENTO: 1) viene reso pubblico che l'accordo Comune-ENEL per lo spostamento è del 1994, quindi prima della transazione con la società Anfora. 2) ll nuovo tracciato passa in prossimità di Collinaia e quindi è inaccettabile. 3) La circoscrizione 4 propone un interramento almeno parziale.

13/1/1998

Il 13 gennaio 1998, il Consiglio Comunale approva all’unanimità un ordine del giorno in cui si afferma che "Il Consiglio comunale… tenendo conto … della richiesta fatta all’Enel di presentare ipotesi finanziarie relative agli eventuali percorsi interrati dell’elettrodotto, chiede" (tra l’altro) "alla Giunta di:

- Chiedere all’Enel, per futuri interventi di fare riferimento, anche per evitare costi futuri aggiuntivi al valore massimo cautelativo degli 0,2 micro tesla;

- Valutare le problematiche paesaggistico ambientali;

- Dare indirizzo per attivare il risanamento delle linee non rispondenti ai valori sopra riportati".

COMMENTO: questo ordine del giorno, pur perseguendo obiettivi condivisibili, pare chiudere la stalla quando troppi buoi sono già scappati. Rappresenta comunque una positiva presa di coscienza.

24/4/1998

Nel documento del 24/4/98, relativo all’esistente elettrodotto, l’Arpat afferma che la corrente massima delle due linee nel 1997 è stata rispettivamente di 330 e 185 ampere, che quella media ancora nel 1997 è stata di 100 e 30 ampere, e che quella media prevista per l’anno 2005 è rispettivamente di 200 e 81 ampere.

28/2/1999

E' DECISO, L'ELETTRODOTTO SARA' SPOSTATO. LA GIUNTA HA GIA' DATO IL VIA LIBERA ALL'ENEL CHE CHIEDERA' L'AUTORIZZAZIONE ALLA REGIONE

MANIFESTAZIONE DEL COMITATO LA LECCIA-SCOPAIA DI FRONTE AL COMUNE

11/6/1999

SCOPAIA, L'ELETTRODOTTO SARA' SPOSTATO. FIRMATA L'INTESA CON L'ENEL

1/8/1999

Lo Studio di valutazione di impatto ambientale del nuovo elettrodotto effettuato dall’Enel nell’agosto del 1999 riporta le motivazioni addotte dall’Amministrazione Comunale di Livorno per la richiesta di spostamento della presente linea:

- l’attuale "… tracciato …non essendo, in molti casi rispettati i limiti massimi di esposizione ai campi elettromagnetici previsti dal D.C.P.M. del 23.4.92, suscita nella popolazione residente, forti preoccupazioni sulla tutela della salute pubblica:

- la presenza di detta linea crea vincoli ostativi alla realizzazione degli interventi previsti dal vigente P.R.G. in località Scopaia, in quanto, le aree per la realizzazione dei nuovi fabbricati sono interessate dal tracciato della linea in parola".

Lo stesso documento afferma poi che nelle due linee del nuovo elettrodotto le correnti saranno di 75ampere e 80 ampere.

COMMENTO: le correnti previste in questo documento relativamente al nuovo elettrodotto sono nettamente inferiori a quelle, riportate nel citato documento Arpat del 24/4/1998, relative all’attuale elettrodotto, come se la corrente fosse diversa a seconda del percorso.

20/10/1999

Lettera del Responsabile della Sezione Igiene e Sanità Pubblica dell'A.S.L. n. 6 Zona di Livorno al Dirigente dell'Ambiente della Prov. di Livorno, che:

a) rileva che nella Valutazione di Impatto Ambientale si prevede una corrente di 75 ampere, mentre nel 1999 la corrente media era di 200 ampere;

b) chiede la distanza dell’elettrodotto dagli edifici, l’altezza dei cavi;

c) chiede i livelli di induzione magnetica negli edifici più vicini; ed infine esprime parere favorevole in attesa di conoscere i dati di cui ai punti a, b,c.

2/11/1999

Lettera del 2 novembre 1999 del Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.L. al Dipartimento del Diritto alla salute e delle politiche di Solidarietà della Regione Toscana che ripete le segnalazioni delle lettera del 20 ottobre 1999.

COMMENTO: non si capisce perché alle lettere dell'ASL non segua risposta né dalla Provincia, né dalla Regione.

14/11/1999

 

ELETTRODOTTO: OK DEL COMUNE AL PROGETTO DI SPOSTAMENTO.

1999/2000

Negli anni 1999-2000 si procede all’esame dei vari percorsi alternativi ed alla scelta del tracciato per il nuovo elettrodotto.

COMMENTO: Le procedure seguite, anche se rispettose della forma della legge, lasciano larghi margini di dubbio per quanto riguarda la trasparenza e l’informazione dei cittadini interessati. Basti dire che a tutt’oggi molti cittadini che si interessano attivamente d’ambiente non sono ancora riusciti a sapere con precisione quali sono stati i percorsi alternativi esaminati e i criteri seguiti per la selezione.

Il fatto poi che molti cittadini che vivono lungo il nuovo tracciato, a scelte fatte, hanno cominciato ad organizzarsi, hanno raccolto circa 1.500 firme contro il nuovo elettrodotto e continuano a protestare vivacemente, indica chiaramente che almeno questi stessi precedentemente non sono stati informati di nulla.

Sembra invece che i cittadini che vivono lungo l’attuale percorso siano stati in qualche modo informati.

Tenuto conto poi che la zona scelta per il nuovo tracciato è sottoposta per legge (1/6/1939 n.1089 e successive) a vincolo artistico e storico, rimane da chiarire come sono stati superati questi ostacoli.

1/2/2000

Nel documento dell’1/2/2000 relativo alla procedura di valutazione d’impatto ambientale del nuovo tracciato dell’elettrodotto, l’Arpat afferma che "Accettando come veritiere le dichiarazioni di quell’Ente" (Enel) "la simulazione presentata evidenzia che lungo il tracciato:

- Presso nessuna abitazione, ipotizzando la corrente media prevista per l’anno 2005 dichiarata da Enel, viene superato il valore di 0,2 microtesla;

- Presso nessuna abitazione, ipotizzando la corrente massima registrata nel 1999 dichiarata da Enel," (260 e 160 ampere) "viene superato il valore di 0,2 microtesla.

Esiste però un edificio adibito a magazzino e ad uffici, che si troverebbe al di sotto della linea stessa e quindi presenterebbe livelli di campo certamente superiori a 0,2 microtesla".

Il documento prosegue affermando che "in qualche punto e nelle condizioni peggiori potrebbe verificarsi un superamento del valore di 0,2 microTesla".

COMMENTO: vale la pena di osservare che, per le simulazioni, l’Arpat non considera né la corrente massima misurata nel 1997, né tanto meno la corrente massima prevedibile per il 2005 o quella massima che può fluire nell’elettrodotto. Evita così di arrivare a conclusioni meno ottimistiche.

17/11/2000

E' STATO REDATTO IL PROGETTO DI SPOSTAMENTO DELL’ELETTRODOTTO

9/3/2001

Il decreto n. 1129 del 9 marzo 2001 del Dirigente dell’U.O.C. Pianificazione Territoriale dell’Energia autorizza alla costruzione ed esercizio due nuove linee elettriche a 132 KV "Livorno Est – La Rosa" e "La Rosa – Acciaiolo" con demolizione della vecchia linea, e stabilisce che la Soc. TERNA dovrà provvedere ad attestare, prima dell’inizio dei lavori, eventuali ottimizzazioni attuate secondo le prescrizioni dell’ARPAT Toscana.

COMMENTO: l'ASL viene ancora tenuta fuori da una questione che riguarda la salute delle popolazione.

30/3/2001

SCOPAIA: PARTE LO SPOSTAMENTO DELL'ELETTRODOTTO

1/6/2001

ELETTRODOTTO: NEANCHE ALLA LECCIA LO VOGLIONO

COMMENTO : Sono le prime mosse del comitato di Salviano.

5/6/2001

CI INCATENEREMO AI TRALICCI

COMMENTO : Prima assemblea pubblica del comitato di Salviano.

20/6/2001

NUOVI GUAI DAI TRALICCI SPOSTATI. I CAVI POTREBBERO CREARE PROBLEMA ALLA ZONA SERVIZI PUBBLICI

L'OPPOSIZIONE: L'UNICA SOLUZIONE E’ L'INTERRAMENTO

28/6/2001

SCOPAIA: OLTRE MILLE FIRME PER INTERRARE L'ELETTRODOTTO

10/7/2001

Nella risposta scritta, del 10 luglio 2001, del Sindaco alla interrogazione del Consigliere Sig.ra Gabriella Guarguaglini, per quanto riguarda l’ipotesi di interramento, "si evidenzia che tale ipotesi è stata, a suo tempo, scartata per motivi economici".

COMMENTO: Come risulta dall'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale il 3 gennaio 1998, nel 1998, 13 anni dopo la prima delibera di urbanizzazione e 3 anni dopo la convenzione del 1995 con la società Anfora per lo spostamento dell’elettrodotto, l’ipotesi d’interramento era ancora tenuta in considerazione. Ci si è accorti, davvero molto in ritardo e a decisioni prese ed attuate, dei suoi costi troppo elevati (nei documenti del Comune si parla di 7-8 miliardi a fronte di un costo di quasi 3 miliardi dello spostamento sul nuovo tracciato). Eppure nel corso di questi anni la tecnica si è evoluta ed i costi di interramento si sono ridotti!

26/7/2001

Nel documento del 26/7/2001, ancora di valutazione d’impatto ambientale, l’Arpat afferma che:

- "Il progetto esecutivo realizza l’obiettivo di qualità di 0,2 microtesla in tutte le posizioni tranne che presso le abitazioni di Via di Popogna nn 112 e 114 (ex casello ferroviario);

- permangono alcune strutture al di sotto della linea, destinate ad attività commerciali e lavorative".

COMMENTO: a questo punto, a procedura di valutazione d’impatto ambientale di fatto conclusa, dopo l’emissione del Decreto d’autorizzazione della Regione Toscana e la stesura del progetto finale di ottimizzazione, salta fuori che, anche nelle ipotesi fatte dall’Arpat sulle correnti, ci sono sicuramente case e più di una zona lavorativa con livelli di esposizione superiori a 0,2 microtesla.

26/7/2001

Dallo stesso documento risultano, oltre ai due segnalati, molti punti critici del nuovo tracciato che superano 0,2 microtesla con correnti di 300 ampere.

L’Arpat poi, di fronte alla crescente protesta dei cittadini e ad una situazione che non appare, per diversi aspetti, per nulla tranquillizzante, afferma: "Se si considerano correnti medie annue ancora superiori a quelle indicate, il numero delle abitazioni presso le quali si supera il valore di 0,2 microtesla risulta incrementato… Per far fronte a tale situazione, comunque in assoluto non escludibile a priori, potrebbe essere valutato se disciplinare, in sede di autorizzazione definitiva da parte della Regione, attraverso un vincolo, proposto dal Comune, l’effettivo libero esercizio della linea sulla base delle valutazioni espresse nella presente relazione".

COMMENTO: vale a questo punto la pena di osservare che:

- Sta per iniziare la costruzione di un elettrodotto che per affermazione (anche se tardiva) dell’Arpat può, già oggi ed ancor di più in un prossimo futuro, non risultare corrispondente alle richieste, di ordine sanitario ed economico, specificate nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale il13 gennaio 1998.

- Il rimedio prospettato per il nuovo elettrodotto non è mai stato applicato al vecchio elettrodotto, pur in presenza di "forti preoccupazioni sulla tutela della salute pubblica", come scritto nel citato documento dell’1/8/1999. Ciò fa sorgere seri dubbi sulla sua effettiva possibilità di applicazione.

27/9/2001

In una lettera del 27/9/2001 indirizzata al sindaco di Livorno, l’USL 6 afferma "che i dati forniti da ENEL per lo studio di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sono discordanti rispetto a quelli in possesso di ARPAT (forniti da ENEL in precedenza)" e rileva "la mancanza di dati relativi all’altezza delle campate e alla precisa distanza della linea dagli insediamenti abitativi e lavorativi".

La lettera riferisce che "fu fatto presente da parte della USL che la documentazione integrativa richiesta non era mai pervenuta e che pertanto non era possibile esprimere un parere in sede di V.I.A." e continua affermando che "Ciò nonostante, …in data 9/3/2001 viene emanato il Decreto della Regione Toscana n, 1129, con il quale la Soc: TERNA, gruppo ENEL, viene autorizzata in via definitiva a costruire la linea elettrica".

La lettera conclude che "Considerando la relazione ARPAT del 26/7/2001, dalla quale si evince che …si potrebbero avere livelli di induzione magnetica di 0.5-0.6 microTesla, riteniamo che non debbano mai venire superati livelli di 0,2 microTesla".

COMMENTO: questa lettera rafforza autorevolmente i già esistenti dubbi sulla correttezza sostanziale, se non formale, dell’attuazione delle procedure che hanno portato all’autorizzazione della costruzione del nuovo elettrodotto. Conferma inoltre la scarsa idoneità, dal punto di vista sanitario, delle scelte fatte.

 

 

Alcune osservazioni riassuntive:

A conclusione non si può non notare che:

- Le competenti autorità sembrano cominciare ad accorgersi del problema sanitario causato dal vecchio elettrodotto un paio d’anni dopo l’accordo fatto con la società Anfora per il suo spostamento, cioè quando le proteste, iniziate almeno fin dal 1990, diventano massicce. Di nulla invece ci si è accorti nel 1985 al momento delle decisioni riguardanti l’opportunità degli insediamenti abitativi; di nulla ci si è accorti neppure nei dieci anni successivi quando ancora si sarebbe potuto rimediare. Ci si è limitati ad accordarsi nella primavera 1991 con l'Enel per uno spostamento di alcune decine di metri di uno o più tralicci. Salvo poi fare un accordo, sembra nel 1994, per uno spostamento più radicale.

- L’ipotesi di interramento è stata, almeno apparentemente, scartata per motivi economici dopo il 1998, dopo che tutte le decisioni riguardo all’urbanizzazione de La Scopaia erano state già prese ed attuate. Sarebbe stato invece doveroso un esame in tempo utile, prima del 1995, quando ancora l’amministrazione comunale poteva esercitare la sua forza decisionale.

- Si è deciso di spostare l’elettrodotto senza preoccuparsi di predisporre un tracciato per il nuovo, ma anzi si è proceduto anche dopo il 1995 all’esproprio di quasi tutte le zone ancora disponibili rendendo problematica, se non impossibile, specie nella zona immediatamente adiacente alla centrale Enel de La Rosa, l’individuazione di un corridoio idoneo per la costruzione del nuovo elettrodotto aereo.

- Il nuovo elettrodotto di cui si sta discutendo in questi mesi non sembra, per i motivi detti, rispettare l’esigenza di proteggere la salute e neppure quella di evitare future spese, condizioni stabilite ambedue dall’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 3 gennaio 1998.

- Le procedure regionali di valutazione d’impatto ambientale non sembrano avere assicurato la necessaria trasparenza ed informazione della popolazione.

- L’ARPAT per tutelare la propria credibilità, non può permettersi di redigere, come ha invece fatto, due relazioni sostanzialmente diverse, sullo stesso argomento, in un contesto immutato, nel giro di pochi mesi ed a cavallo dell’autorizzazione alla costruzione del nuovo elettrodotto. Poiché lo ha fatto, non se ne può che dedurre che l’ARPAT non tutela l’interesse della collettività.

_____________________________

Livorno, 21 novembre 2001

 

Comitato cittadino di difesa delle antenne per telefonia cellulare e dall'inquinamento ambientale, via S. Andrea 75.

Comitato Salute Ambiente - via Degli Asili 33.