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Livorno, dicembre 2000
CHIEDIAMO ADEGUATE INFORMAZIONI SULLA NOSTRA SALUTE
L'inquinamento
La concentrazione
in area cittadina di attività industriali altamente inquinanti, l’uso
di mezzi di trasporto pubblico a gasolio, l’intenso traffico, la presenza di
antenne ed elettrodotti in zone densamente popolate, ecc. stanno gravemente
deteriorando la salute. Due esempi: i fumi prodotti dalla centrale a policombustibile
dell'Enel producono periodicamente buchi nelle auto; l'inceneritore sparge diossina
tutt'intorno. Uno studio eseguito nel 1997 su commissione della Provincia di
Livorno, paragona i livelli di inquinamento della provincia di Livorno a quelli
di Porto Marghera tristemente noto anche alle cronache giudiziarie e denuncia
"un situazione di degrado atmosferico certamente assai rilevante". Lo stesso
studio definisce la qualità dell'aria del Comune di Livorno "molto deteriorata".
La Regione Toscana da parte sua inserisce il Comune di Livorno al primo posto,
alla pari di Piombino e Firenze, nell'elenco dei comuni toscani in condizioni
critiche per la quantità di inquinanti emessi.
Gli effetti sulla salute
Gli effetti dell'inquinamento
sulla salute sono manifesti. Ecco alcuni fatti:
- A Livorno c'è un’alta frequenza di tumori.
- L'ultima nube maleodorante ha spedito, poco tempo fa, all'ospedale per disturbi
acuti una decina di persone.
- Un'indagine epidemiologica eseguita nel 1997 dal prof. Roberto Barale ha individuato
differenti patologie respiratorie tra gli alunni di due scuole, una a La Rosa,
l’altra in zona industriale e quindi esposte a due tipi diversi di inquinamento.
I danni maggiori sono stati generalmente riscontrati negli alunni che vivono
nella zona industriale.
Le inefficienze dei
controlli e dell'informazione
Nonostante questi
seri problemi i controlli ambientali sono stati del tutto inadeguati e non rispondenti
ai requisiti di legge.
- L'attuale rete di monitoraggio, di proprietà dell'associazione industriale
è inadatta, a detta delle stesse autorità competenti, a rilevare
gli inquinanti da traffico ed attività urbane. E' legittimo sospettare
che sia anche inadeguata per il rilevamento dell'inquinamento industriale.
- Non è stato mai applicato il Decreto Ministeriale 25/11/94 che prevede
l'attuazione entro il 30/9/95 di "sistemi permanenti di monitoraggio" per il
rilevamento dei tre più importanti inquinanti: benzene, polveri fini
e idrocarburi policiclici aromatici.
- Non è stato ancora predisposto, per mancanza di dati, il rapporto annuale
sulla qualità dell'aria previsto dal D. M. 21/4/1999 n163 e non è
stata neppure diffusa pubblicamente la valutazione preliminare come previsto
dallo stesso decreto.
- L'Arpat, l’ente preposto al controllo dell’ambiente, non ha eseguito accertamenti
richiesti, nel corso di anni, dalle competenti autorità sanitarie.
- L'Arpat non ha mai fornito chiare spiegazioni sull’origine e la natura delle
periodiche nubi maleodoranti.
La necessità
di chiarezza
Non è
più tollerabile che i cittadini siano esposti a gravi rischi ambientali
senza neppure essere informati. Per quanto riguarda l'elettrosmog, è
ormai manifesto, ad esempio, che gli elettrodotti attraverso il quartiere Corea
- La Cigna devono essere spostati e messi in condizione di non nuocere. Bisogna
però che su tutti i problemi ambientali sia fatta tutta la chiarezza
necessaria e senza voler per forza trovare responsabili, sia effettuata una
fotografia veritiera della situazione complessiva.
Che fare subito
Proponiamo che
sia istituita al più presto una commissione costituita da esperti
di indiscussa autorevolezza ed autonomia ed aperta alle associazioni ambientaliste
che:
- raccolga tutti i documenti attualmente disponibili sull'ambiente e sulla mortalità
a Livorno;
- sia in grado di attuare le indagini tecniche ed amministrative ritenute opportune;
- stenda una dettagliata relazione riguardo la qualità dell'aria e dell'ambiente
nella provincia e nei vari quartieri della città di Livorno;
- individui tutte le fonti d'inquinamento;
- valuti il grado di pericolosità dei singoli inquinanti e dell'inquinamento
complessivo;
- fornisca una stima dei danni sanitari fino ad oggi provocati;
- accerti tutte le eventuali inefficienze dei controlli e ne individui le cause
affinché possano essere eliminate.
È necessario poi che tale commissione proceda anche ad un'attenta valutazione
della probabilità dei vari incidenti derivabili da attività industriali
nella zona di Livorno e delle possibili conseguenze sulla popolazione, nelle
varie zone della città, dal punto di vista del numero delle persone coinvolte
e della gravità dei danni alle persone. I risultati dell'indagine dovranno
essere pubblicamente diffusi e trasmessi, entro sei mesi, a tutte le autorità
locali, regionali ed al Ministero dell'Ambiente. I cittadini dovranno poi essere
informati anche mediante manifestazioni pubbliche, stampati informativi analitici
ed opuscoli riassuntivi. Con dati attendibili e esaurienti e con la piena consapevolezza
dei cittadini potrà quindi essere ben valutata l'opportunità dei
vari interventi volti al risanamento ambientale.
Comitato
cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall’inquinamento
ambientale
Comitato Salute Ambiente