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Livorno, 16 giugno 2000
Rilievi
dell'inquinamento ed interventi ambientali a Livorno
1) L'attuale rete fissa di monitoraggio dell'aria a Livorno è, eccetto una centralina
al Gabbro, di proprietà dell'associazione industriali ed è stata istituita
nel 1978 con lo scopo di monitorare l'inquinamento di origine industriale. Riesce
difficile capire come siano attendibili i dati forniti da strutture di proprietà
di coloro che dovrebbero essere controllati. Visto che i dati sono presentati
come ufficiali, chiediamo di sapere come si sia proceduto per assicurare l'obbiettività
e l'imparzialità dei rilievi. Si nota poi anche sulla base dei dati forniti
dalla valutazione preliminare prevista dal D. M. 21/4/1999 n 163 e dal volume
(del giugno 2000) curato dall'Arpat "Analisi del rischio per l'area di Livorno
e strategie d'intervento", che gran parte delle centraline della rete non
sono mai state capaci di rilevare i più comuni e tradizionali inquinanti di
origine industriale, come ad esempio le polveri totali sospese. Le perplessità
sulla capacità della rete di rilevare adeguatamente gli inquinanti di origine
industriale sono rafforzate dal fatto che tale rete non è mai stata in grado
di individuare la natura e le cause delle "misteriose" nubi maleodoranti che
periodicamente compaiono in città. Chiediamo i motivi che hanno impedito
tale accertamento.
2) La stessa rete di cui al punto 1) è stata poi utilizzata per monitorare l'inquinamento
cittadino prodotto da traffico, ecc.. Tale rete è generalmente riconosciuta
non idonea, per tipologia di inquinanti e dislocazione delle centraline, a tali
usi. Ad esempio, un rapporto Arpat (punto 3 dell'allegato 2 della valutazione
preliminare prevista dal D. M. 21/4/1999, n 163) afferma che "La rete di monitoraggio
(ARIAL) è stata progettata e realizzata per il monitoraggio dell'inquinamento
atmosferico dovuto alla presenza, nella zona nord di Livorno, di un importante
polo industriale ... Quindi i risultati del monitoraggio della qualità dell'aria
a Livorno attraverso l'analisi dei risultati dei dati provenienti dalla rete
ARIAL... forniscono scarse indicazioni sulla reale situazione della qualità
dell'aria ed in particolare sull'inquinamento dell'aria dovuto a cause diverse,
specificatamente il traffico auto veicolare". Stupisce che il monitoraggio dell'aria
sia stato affidato, per tutti questi anni, a questa rete integrata con rilievi
episodici eseguiti principalmente dal mezzo mobile di proprietà della Provincia
di Livorno. Chiediamo quali sono stati i criteri generali seguiti in questi
anni per monitorare la qualità dell'aria.
3) Il D. M. 25/11/1994 del Ministero dell'ambiente, all'art 2, prevede
che "le autorità competenti delle aree urbane a maggior rischio di inquinamento
da benzene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e frazione respirabile delle
particelle sospese (PM10), devono predisporre sistemi permanenti di monitoraggio
delle concentrazioni di tali sostanze entro e non oltre il 30 settembre
1995, con priorità nelle città indicate nell'allegato III". E' da notare che
l'allegato III include Livorno tra queste città a più alto rischio ambientale.
Secondo quanto risulta, in tutti questi anni non è stata allestita fino ad oggi
una rete capace di rilevare questi inquinanti, a più alto impatto ambientale,
secondo quanto richiesto dalla legge. I rilievi episodici del PM10, effettuati
mediante il mezzo mobile della Provincia, evidenziano livelli di classe V (la
peggiore secondo la tabella delle classi di emissioni del Piano regionale).
Il benzene, secondo dati episodici del 1995, supera in qualche caso i 50 microgrammi
per metrocubo (attualmente il limite è di 10 microgrammi per metrocubo). Non
risultano rilevamenti fatti sull'IPA effettuati nella città di Livorno. Chiediamo
a chi deve essere attribuita la responsabilità di queste omissioni.
4) La legge regionale n.66 del 18/4/95 sull' "Istituzione dell'Agenzia Regionale
per la Protezione ambientale della Toscana" prevede all'art 8 punto b, tra le
attività dell'ARPAT, "attività di verifica, di consulenza, di istruttoria e
assistenza tecnico-scientifica per gli enti di funzioni amministrative in materia
ambientale e delle Aziende unità sanitarie locali per l'esercizio dei rispettivi
compiti di istituto". In questo quadro non è comprensibile ai cittadini come
l'Arpat negli anni scorsi abbia omesso di effettuare rilievi sugli inquinanti
richiesti dalla competente USL 6. Secondo indiscrezioni ufficiose tali omissioni
sono circa duecento (disponiamo della documentazione relativa a qualche richiesta
inevasa). Chiediamo di sapere a chi deve essere attribuita la responsabilità
di tali omissioni. La deliberazione n.111 dell'8/2/1999 della Giunta regionale
toscana stabilisce gli "Ambiti di competenza dei Dipartimenti Provinciali per
la Protezione Ambientale e dei Dipartimenti di Protezione delle Aziende U.S.L."
e prevede all'ultimo comma dell'articolo 4 (Inquinamento atmosferico) che "il
Dipartimento di prevenzione, si avvale del supporto tecnico del Dipartimento
provinciale per la protezione ambientale, secondo protocolli concordati a livello
locale". Chiediamo di sapere se il problema denunciato abbia trovato, grazie
a tale delibera, soluzione.
5) La regione Toscana, nella tabella 23 allegata alla deliberazione del 12/4/99
n381, inserisce il Comune di Livorno al primo posto, alla pari di Piombino e
Firenze, nell'elenco dei comuni toscani per condizioni critiche dal punto di
vista della pressione ambientale per il valore assoluto di inquinanti emessi
in atmosfera. Il D. M. 21 aprile 1999, n 163 relativo all' "Individuazione dei
criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure
di limitazione della circolazione", prevede all'art 2 che "i sindaci ... provvedono
all'effettuazione di una valutazione preliminare della qualità dell'aria del
territorio comunale... avvalendosi del supporto tecnico dell'Agenzia regionale
per la protezione ambientale (ARPA) e Azienda unità sanitaria locale (AUSL)
...ed al termine di ogni anno solare, e comunque entro il 31 gennaio dell'anno
successivo provvedono alla predisposizione di un rapporto...". Due dei sopra
indicati comitati hanno inviato recentemente una lettera alle competenti autorità,
consiglieri comunali e provinciali compresi, con la quale è stato chiesto, tra
l'altro, una copia della valutazione preliminare della qualità dell'aria e del
rapporto annuale, documenti che devono essere pubblicamente diffusi in virtù
del citato decreto. Il Comune di Livorno, con lettera del 30 giugno 2000, ha
risposto che "E' attualmente in corso la predisposizione del rapporto annuale".
Questa omissione ci pare grave, perché il rapporto è la necessaria premessa
per individuare gli opportuni interventi di risanamento ambientale. Chiediamo
di sapere a chi deve essere attribuita la responsabilità di questa omissione.
6) In un prossimo futuro, secondo notizie ufficiali, dovrebbe entrare in funzione
una rete di monitoraggio ambientale di proprietà della Provincia. Secondo indiscrezioni
ufficiose questa rete non sarà in grado di effettuare rilievi dell'IPA. Chiediamo
di sapere le caratteristiche tecniche di questa rete, la sua distribuzione sul
territorio ed i tempi di entrata in funzione.
7) Qualcuno di noi si ricorda in maniera confusa che durante un passato convegno
fu dichiarato che era stata stanziata una certa cifra per l'ambiente. Chiediamo
informazioni al riguardo.
Cogliamo
l'occasione per chiedere quali siano i finanziamenti e gli interventi previsti
in un prossimo futuro dalla Provincia per il risanamento ambientale. I sopra
indicati comitati ritengono di fondamentale importanza che la Provincia si faccia
carico dell'avvio di un'approfondita indagine epidemiologica sugli effetti
sanitari dell'inquinamento ambientale di origine industriale, da traffico
e da altre significative attività con particolare attenzione alle zone di Livorno-Collesalvetti,
Piombino e Rosignano.
Comitato cittadino
di difesa dall'inquinamento ambientale