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giugno 2001
SEMPRE PIU' VICINA L'ESCLUSIONE EUROPEA DEI RIFIUTI URBANI DALLE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE.

Lo scorso 20 giugno la commissione industria del Parlamento europeo ha votato contro la possibilita' che i rifiuti in servizio pubblico possano essere considerati energia rinnovabile. Il voto impedisce l'utilizzazione dei finanziamenti accordati dalla Direttiva sulle fonti rinnovabili di energia a quanti allestiscono inceneritori (privati ma sopratutto pubbliche amministrazioni). La Direttiva in questione sta per essere varata dopo che la sua prima bozza e' stata definita nel dicembre scorso dal Parlamento europeo.

[Secondo la prassi il Parlamento produce una prima bozza. Su questa bozza Parlamento e Consiglio continuano poi a contendere fino a che e' allestito un testo ritenuto adatto per la votazione finale.]

La votazione del 20 giugno ribadisce la netta contrarieta' del Parlamento alla classificazione dei rifiuti come fonte rinnovabile di energia. La classificazione assurda di fatto e' richiesta da tutti i ministeri rilevanti (industria/energia e ambiente) dell'Unione, anche se a piegare la bozza parlamentare del dicembre 2000 si stanno sforzando sopratutto i ministri dell'industria/energia di Italia, Olanda, Regno Unito, Portogallo.

Il voto del 20 giugno scorso chiarisce che Parlamento e Consiglio (ministri nazionali) procedono all'approvazione della Direttiva, schierati su posizioni opposte. Per imporre il suo punto di vista il Consiglio puo' ormai solo azzerare l'intero lavoro preparatorio della Direttiva. E' una soluzione che puo' avverarsi, ma creerebbe imbarazzi ben maggiori di quando l'escamotage e' stato utilizzato su altre questioni ambientali. La Direttiva in questione e' infatti il solo atto concreto che l'Unione sta realizzando in materia di protocollo di Kyoto.

Gli aggiramenti piu' rilevanti che Consiglio e Commissione -cioe' i non eletti al governo in UE- possono ancora compiere in vista della finale approvazione della Direttiva riguardano i settori "biomasse" e idroelettricita'.

Per il Consiglio sono biomasse, cioe' fonti rinnovabili di energia, i rifiuti che semplicemente presentano frazioni marcescibili. Inoltre, per il Consiglio, sia il grande idroelettrico, sia tutto l'droelettrico associato a energia da nucleare o da fonti fossili, sono pure fonti rinnovabili di energia. Non cosi' per la bozza parlamentare di dicembre 2000 che propone precisazioni del tutto condivisibili e operabili.

Ricordiamo che l'importanza della Direttiva in questione e' sopratutto quella di difendere il metodo spagnolo e tedesco di sovvenzionare l'energia rinnovabile prodotta in piccoli impianti (quindi sopratutto eolica e solare). Il metodo in questione non sovvenziona alcuna costruzione o allestimento ma sovvenziona per decenni l'energia messa in rete. Pochi mesi fa in effetti, la Corte europea di giustizia ha pienamente riconosciuto la validita' di questo metodo di sovvenzionamento e la sua non iniquita' nei confronti dell'industria che produce energia sporca. Da anni i colossi industriali tedeschi, cercavano di far soccombere nei tribunali il loro governo.

Spagna e Germania sono ai primi posti per produzione di energia solare e eolica. Esattamente il contrario dell'Italia, che ha produzione infima perche' le risorse disponibili sono assegnate alla costruzione di impianti eternemente "dimostrativi" dei produttori di energia sporca. Le mega centrali solari del sempreverde Carlo Rubbia sono l'ultimo esempio.

Un dato italiano. L'attuale apparato nazionale di produzione di energia elettrica (pubblico e privati) e' pari a 55mila MW e lavora con una riserva tecnica del 30%. Cioe' lavora a due terzi circa della sua capacita' nominale. Nonostante questo, le nuove leggi dei primi anni `90, solo recentemente ridimensionate, hanno riconosciuto il finanziamento pubblico alla maggiorparte di 206 progetti di nuove produzioni elettriche per lo piu' private, che produrranno con combustibili fossili o rifiuti un totale di ulteriori 64mila MW.

Abbiamo in formato file i due documenti rilevanti prodotti dal Parlamento europeo relativamente al voto del 20 giugno. Avvertiteci se li volete. Ogni file stampa 21pp.

1.Commissione PE per industria, commercio estero, ricerca e energia

20 aprile 2001

provvisorio 2000/0116COD; PR\4341851T.doc; PE 286.123

"Progetto di raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista della adozione della direttiva del PE e del Consiglio sulla promozione delle'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul mercato interno dell'elettricita'".

5583/1/2001-C5-0133/2001-2000/0116COD

2.Commissione PE per industria, commercio estero, ricerca e energia

7 maggio 2001

PE 302.128/18-48; emendamenti 18-48

"Progetto di raccomandazione per la seconda lettura - promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno della elettricita'".

Tratto da ALTERECO #61, 29 giugno 2001, dal Centro servizi ecologista di Lucca e da Toxzero.